
La serie ZX comincia nel 1984 con la ZX 500. Numeri a tre cifre, scarpe da running, disegnate da Jacques Chassaing e Markus Thaler. Nel 1989 arriva la generazione a quattro cifre e con essa la pretesa di portare tecnica e non solo forma. Ad aprire è la ZX 8000.
Il suo contributo si chiama Torsion. Un archetto in TPU passa sotto l'intersuola in EVA e collega tallone e avampiede in modo che i due possano muoversi in modo indipendente. Prima la suola di una scarpa da running era un pezzo rigido e il piede doveva adattarsi alla scarpa. Con Torsion è stato il contrario. La ZX 8000 è stata la prima scarpa costruita così. Il sistema è ancora oggi in diversi modelli adidas.
Nella serie a quattro cifre ogni numero aveva un compito. La 8000 era quella ammortizzata. La 9000, lo stesso anno, puntava alla massima stabilità.
Poi è servita meno per correre che per stare in piedi. Nel 1988 e nel 1989, nel secondo Summer of Love, la ZX 8000 è finita ai party acid house di Manchester. L'archetto Torsion era pensato per le lunghe distanze e reggeva anche ore in piedi. Lo stesso anno è caduto il Muro e la scarpa ha assunto a Berlino Est uno status per cui nessuno l'aveva disegnata.
Da allora adidas la ripropone regolarmente: nel 2019 il colore OG via Consortium, nel 2020 la serie A-ZX, più un pack che cita Chassaing e Thaler per nome.
Da noi c'è in Footwear White / Dark Blue / Grey One. Mesh con overlay in camoscio Grey One, blu scuro sulle tre strisce e sul tallone. Codice articolo KI5673. 109 €, US 8.5 fino a US 12.
